Davide Caparini Davide Caparini

Ex Selca, i responsabili devono pagare e provvedere alla bonifica del sito

Pubblicato in Ecoreati

Lo stabilisce una sentenza del Tar di Brescia che obbliga la redazione di un piano entro 3 mesi

 

I responsabili dell’inquinamento della falda a valle del sito ex Selca sono Piergiorgio Bosio, Flavio Bettoni, Ettore Vacchina e Giacomo Ducoli, che a vario titolo hanno prestato la loro attività professionale nell’azienda di Forno Allione.

E, inoltre, il curatore fallimentare Giacomo Ducoli deve provvedere entro tre mesi alla redazione di un piano di caratterizzazione dei rifiuti inquinanti presenti nei piazzali Selca e, soprattutto, alla loro rimozione.

I fondi non devono per forza essere presi dal fallimento, ma spetterà a Ducoli agire in regresso nei confronti dei produttori dei rifiuti o dei detentori precedenti.

 

La sentenza.
Lo ha stabilito ieri il Tar Brescia con una sentenza che ha fissato alcuni punti fermi, pronunciandosi sul ricorso presentato dai quattro professionisti contro la diffida della Provincia, del marzo 2015, che li individuava quali responsabili dell acontaminazione per i parametri ferro e fluoruri, accertati nelle acque di falda in corrispondenza dei piezometri due e dieci.

 

Il provvedimento.
Il provvedimento del Broletto, adottato non solo per la presenza di rifiuti incontrollati nel sito, ma anche per l’inquinamento della falda, intima loro di provvedere alla messa in sicurezza di emergenza e a presentare un piano di caratterizzazione.
A stabilire che la falda è inquinata è stata l’analisi condotta nell’aprile 2014 da Arpa. Il Tar ha escluso che la causa dell’inquinamento possa essere stato tanto l’ex Ucar, stabilimento presente prima dell’arrivo di Selca, perché presentava inquinamento da idrocarburi e Pcb, quanto la discarica Graftech, che possedeva inquinamento da idrocarburi, e neppure la vicina ex discarica comunale, che ospitava inerti.

 

I punti d’accusa.
Il Tribunale ha piuttosto rilevato la correlazione tra i rifiuti ex Selca, contenenti fluoruri (collocati all’ingresso e sul piazzale a sud-ovest) e l’inquinamento della falda a valle. «Se il medesimo inquinante si trova sia nella Selca sia nella falda - scrive il Tar - e tra le due c’è un vettore idoneo, ovvero la direzione di deflusso delle acque, si ritiene che l'inquinamento della falda abbia origine nei rifiuti esposti al dilavamento presenti in Selca».
Sulla base del piano di caratterizzazione la Provincia, in conferenza di servizi con Arpa e Comune, dovrà decidere gli
interventi di monitoraggio, la messa in sicurezza di emergenza (compresa l’asportazione dei rifiuti e del terreno a contatto) e l’eventuale bonifica, con un’integrale regia pubblica.
I ricorsi sono stati parzialmente accolti, anche se è stata confermata la correttezza sostanziale e la legittimità della diffida della Provincia,che ora deve rimodulare gli obblighi dei quattro ricorrenti.

 

Quattro ricorrenti legati alla storia dell’ex stabilimento

I quattro ricorrenti, negli anni, hanno avuto a che fare con l'ex Selca per vari motivi. Piergiorgio Bosio è stato amministratore unico di Selca dal 1997 al 2007, mentre Flavio Bettoni fu presidente del Cda e consigliere delegato dal 2007 al 2010, con l'incarico di responsabile tecnico del trattamento dei rifiuti. Ettore Vacchina ha avuto i poteri di procuratore speciale dal 2008 al 2009, con l'incarico di dirigere e coordinare l'attività all'interno dell'impianto. Infine il commercialista brenese Giacomo Ducoli è il curatore fallimentare dal giugno 2010. Oggi nel sito è in corso la messa in sicurezza: sistemate le coperture dei capannoni e insacchettate le scorie, ora restano da coprire i cumuli di materiali esterni. Da completare entro l’estate.

 

Giuliana Mossoni
(Giornale di Brescia, 13/05/2016 pag. 19)